Appello del Parlamento Ue ad attuare l'agenda per ridurre consumi energetici e inquinamento

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di Carlo Sala

Il Parlamento europeo sollecita la Commissione Ue di Bruxelles e gli Stati dell'Unione a seguire la rotta - già delineata dalla stessa commissione con la"tabella di marcia per un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio" nel 2011 - verso il miglioramento dei consumi energetici in Europa e la riduzione delle emissioni inquinanti attraverso un più deciso ricorso alle fonti rinnovabili da qui al 2050.

Atto di indirizzo senza forza effettivamente vincolante per i 27 Stati dell'Unione europea, la risoluzione relativa tabella di marcia per l'energia 2050 (2012/2103 (INI)), approvata il 14 marzo con 337 sì, 95 no e 37 astensioni è un appello a tutti gli Stati Ue perché puntino su rinnovabili ed efficienza energetica e continuino a prefissarsi degli obiettivi chiari sui quantitativi di emissioni inquinanti.

Gli oltre 100 punti sottolineati nella risoluzione, trasmessa alla Commissione di Bruxelles e al Consiglio che riunisce i governi dei 27 Stati membri perché si adoperino a tradurre le osservazioni e i suggerimenti della risoluzione stessa in provvedimenti vincolanti, rispondono all'obiettivo di "creare un equilibrio fra energia ed ambiente", come ha spiegato il relatore del provvedimento, l'eurodeputato greco Niki Tzavela (Efd).

Preoccupati di evitare carenze di energia e conseguente deindustrializzazione all'interno dell'Unione, gli eurodeputati richiamano l'esecutivo Ue, cioè la Commissione, di eleborare una strategia che sia "coerente" con l'agenda della "decarbonizzazione" per il 2050, presentata dalla stessa Commissione nel 2011.

In particolare, l'Europarlamento pone l'accento sul gas naturale asserendo che esso continuerà a giocare "un ruolo importante a medio termine", perché costituisce un modo "relativamente rapido ed efficiente dal punto di vista dei costi" per ridurre la dipendenza da altri carburanti fossili più inquinanti. E di fronte alla caduta dei prezzi delle licenze per sforare il tetto di emissioni di CO2 introdotto dal Protocollo di Kyoto, gli eurodeputati rivolgono un appello alla Commissione Ue perché "adotti misure di correzione" sul mercato europeo delle emissioni (Ets).