Lr 21 giugno 1999, n. 18

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Regione Liguria
Versione coordinata con modifiche. Testo vigente al 19-08-2010
 
Modifiche:
Lr 24 luglio 2001, n. 21 (02-08-2001)
Lr 3 gennaio 2002, n. 2 (10-01-2002)
Lr 4 agosto 2006, n. 20 (10-08-2006)
Lr 20 ottobre 2008, n. 39 (30-10-2008)
Lr 11 maggio 2009, n. 16 (21-05-2009)

Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli Enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia

 

(omissis)

Titolo III
Difesa del suolo e bilancio idrico

Capo I
Disposizioni generali

Articolo 90
Finalità

1. La presente legge, in attuazione delle disposizioni di cui alla legge 18 maggio 1989 n. 183 (norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo) e successive modificazioni ed integrazioni e del Dlgs 112/1998 determina, in materia di difesa del suolo e di bilancio idrico, le funzioni amministrative di competenza della Regione e conferisce le rimanenti funzioni agli enti locali al fine di:

a) garantire, con una migliore distribuzione delle competenze, una più organica tutela dai rischi idrogeologici;

b) migliorare le capacità di intervento in tale campo ottimizzando le risorse umane ed economiche;

c) garantire un equo utilizzo delle risorse idriche.

2. La Regione e gli enti locali esercitano le competenze ad essi attribuite, nel rispetto delle attribuzioni riservate alle Autorità di bacino.

Articolo 91
Competenze della Regione

1. Sono di competenza della Regione:

a) l’elaborazione dei criteri per la formazione, il coordinamento e la verifica di efficacia dei piani di bacino idrografici;

b) la delimitazione dei bacini idrografici di rilievo regionale e degli ambiti territoriali comprendenti più bacini idrografici per il quale deve essere redatto un unico piano di bacino;

c) la collaborazione nel rilevamento e nell’elaborazione del progetto di piano del bacino del fiume Po e la formulazione di proposte per la formazione dei programmi e per la redazione di studi e di progetti relativi al bacino del fiume Po anche su proposta delle Province interessate;

d) l’approvazione, d’intesa con la Regione Toscana, del piano di bacino interregionale del fiume Magra;

e) il coordinamento degli interventi in materia di difesa del suolo e di bilancio idrico;

f) la ripartizione delle risorse finanziarie assegnate tra i vari interventi mediante l’approvazione del piano regionale di cui all’articolo 4 della legge regionale 23 ottobre 1996, n. 46 (norme finanziarie in materia di difesa del suolo ed ulteriori modifiche alla legge regionale 28 gennaio 1993, n. 9 (organizzazione regionale della difesa del suolo in applicazione della legge 18 maggio 1989 n. 183). Modifiche alla legge regionale 16 aprile 1984 n. 22 (legge forestale regionale);

g) la fissazione di criteri, indirizzi e procedure per lo sfruttamento delle acque pubbliche e la gestione del demanio idrico, nonché la definizione dei canoni relativi per l’utilizzazione di tali beni;

h) la concessione di grandi derivazioni di acqua pubblica, ivi compresa la concessione delle aree demaniali necessarie per la realizzazione di opere di captazione fatto salvo il disposto dall’articolo 2, comma 3, del Dlgs 112/1998;

i) l’intesa con lo Stato per il rilascio di grandi derivazioni ad uso idroelettrico;

j) la stipula con lo Stato e le Regioni interessate per territorio, di accordi di programma con i quali sono definite le modalità organizzative e di gestione di opere idriche di rilevante importanza;

k) l’intesa, con le regioni interessate, circa il rilascio delle concessioni relative alla gestione del demanio idrico d’interesse interregionale, ivi comprese tutte le funzioni amministrative relative alle derivazioni d’acqua pubblica, alla ricerca, estrazione e utilizzazione delle acque sotterranee, alla tutela del sistema idrico sotterraneo;

l) la nomina dei regolatori per il riparto delle disponibilità idriche, d’intesa con le Regioni interessate, qualora tra più utenti debba farsi luogo delle disponibilità idriche di un corso d’acqua che riguardi il territorio di più regioni sulla base dei singoli diritti e concessioni ai sensi dell’articolo 43, comma 3 del Testo unico approvato con regio decreto 11 dicembre 1933 n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici).

l-bis) la definizione di criteri, indirizzi e procedure in materia di tutela delle aree di pertinenza dei corpi idrici superficiali, anche in attuazione della disposizione dell’articolo 115 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).

1-bis. La Regione, al fine di realizzare una gestione unitaria dei bacini idrografici, provvede al riordino del reticolo idrografico esistente sul territorio regionale, anche sulla base delle risultanze della pianificazione di bacino. La Giunta regionale definisce criteri ed indirizzi di gerarchizzazione del reticolo idrografico.

Articolo 92
Competenze delle Province

1. Sono di competenza delle Province:

a) la formazione e l’approvazione dei piani di bacino di rilievo regionale;

b) l’approvazione con unico atto dei programmi annuali di cui all’articolo 2 della Lr 46/1996, dei programmi triennali di intervento di cui all’articolo 19 della legge regionale 28 gennaio 1993 n. 9 (organizzazione regionale della difesa del suolo in applicazione della legge 18 maggio 1989 n. 183) relativi ai piani di bacino approvati nell’anno precedente e dell’annualità dei piani triennali già approvati;

c) la determinazione dei canoni di concessione relativi alla gestione del demanio idrico, fatto salvo il disposto dell’articolo 29, comma 3 del Dlgs 112/1998;

d) la realizzazione e la manutenzione delle opere idrauliche di terza categoria, delle opere di consolidamento versanti di cui al decreto legislativo luogotenenziale 30 giugno 1918 n. 1019 (modificazioni e aggiunte al decreto legge luogotenenziale 4 ottobre 1917 n. 1679 recante provvedimenti per opere pubbliche a favore di varie Province del Regno), nonché le opere di bonifica montana di cui alla legge forestale regionale, al di fuori dell’ambito di competenza delle comunità montane e quelle di cui all’articolo 9 della presente legge, nonché la realizzazione e la manutenzione delle opere idrauliche e di interventi idrogeologici, in caso di assenza di soggetti tenuti alla realizzazione, quali i concessionari o i proprietari frontisti;

e) i compiti di polizia idraulica e di pronto intervento idraulico di cui al regio decreto 25 luglio 1904 n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie), di pronto intervento idraulico, di piena e di navigazione interna, secondo i criteri direttivi di cui all’articolo 8, comma 2, lettera a), della Lr 9/1993 e al regio decreto 9 dicembre 1937 n. 2669 (regolamento sulla tutela di opere idrauliche di 1a e 2a categoria e delle opere di bonifica);

f) l’imposizione di limitazioni e divieti all’esecuzione di qualsiasi opera o intervento anche al di fuori dell’area demaniale idrica, qualora siano in grado di influire anche indirettamente sul regime dei corsi d’acqua;

g) le concessioni di estrazione di materiale litoide dai corsi d’acqua;

h) le concessioni di spiagge lacuali, superfici e pertinenze dei laghi;

i) le concessioni di pertinenze idrauliche e di aree fluviali anche ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 gennaio 1994 n. 37 (norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche);

j) la gestione del demanio idrico d’interesse regionale, ivi comprese tutte le funzioni amministrative relative alle piccole derivazioni d’acqua pubblica e di linee elettriche relative agli impianti non superiori a 150.000 volts, alla ricerca, estrazione e utilizzazione delle acque sotterranee, alla vigilanza del sistema idrico sotterraneo, nonché la polizia delle acque, anche con riguardo all’applicazione del regio decreto 11 dicembre 1933 n. 1775 (Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici);

k) la gestione del demanio idrico d’interesse interregionale, sulla base degli accordi di programma e delle intese di cui all’articolo 91, comma 1, lettere j) e k);

l) la nomina di regolatori per il riparto delle disponibilità idriche, qualora tra più utenti debba farsi luogo delle disponibilità idriche di un corso d’acqua sulla base dei singoli diritti e concessioni ai sensi dell’articolo 43, comma 3 del Testo unico di cui al Rd 1775/1933;

m) le autorizzazioni di cui all’articolo 2 della legge 2 febbraio 1974 n. 64 (provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche), il parere in merito agli strumenti urbanistici e loro varianti ai sensi dell’articolo 13 e le funzioni di cui al Titolo III della medesima legge;

n) la declassificazione di zone del demanio idrico dello Stato ai sensi dell’articolo 829 del Codice Civile e di delimitazione nel caso di sponde variabili od incerte ai sensi dell’articolo 94 del Rd 523/1904, in conformità alle previsioni del piano di bacino, previo parere vincolante del Comitato tecnico dell’Autorità di bacino competente;

o) l’esercizio, al di fuori dell’ambito di competenza delle Comunità montane, delle funzioni attinenti alla tutela del vincolo idrogeologico, ai sensi della legge regionale 22 gennaio 1999 n. 4 (norme in materia di foreste e assetto idrogeologico), nonché al rilascio di autorizzazioni alla riduzione della superficie definita bosco nelle zone non soggette a vincolo per scopi idrogeologici salvo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di coltivazione di cave;

p) gli adempimenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 novembre 1959 n. 1363 (approvazione del regolamento per la compilazione dei progetti, la costruzione e l’esercizio delle dighe di ritenuta) per gli sbarramenti che non superano i 15 metri di altezza e che determinano un invaso sino a 1 milione di metri cubi previo parere vincolante del Comitato tecnico provinciale dell’Autorità di bacino competente, ove non siano posti al servizio di grandi derivazioni d’acqua di competenza statale.

2. La Provincia acquisisce il parere vincolante del Comitato tecnico provinciale dell’Autorità di bacino competente di cui al comma 1 su:

a) le autorizzazioni relative ad opere per le quali sono richieste deroghe all’applicazione delle norme tecniche stabilite dalla Commissione scientifica regionale per la difesa del suolo, all’atto della redazione del piano di bacino campione del torrente Bisagno;

b) le autorizzazioni per l’estrazione di ciottoli e ghiaia dall’alveo o altra forma di asportazione che comportino movimento di materiali che superano i 2000 metri cubi;

c) le autorizzazioni, nei casi consentiti, per coperture o sistemazioni di sponde con occupazione di alveo demaniale, che interessino un tratto di corso d’acqua della lunghezza superiore a metri 100 per torrenti con larghezza catastale media pari od inferiore a metri 20 e della lunghezza di cinque volte la larghezza media catastale per corsi d’acqua con tale larghezza maggiore di metri 20;

d) le autorizzazioni per la costruzione di argini, intesi come terrapieno a sezione generalmente trapezoidale che serve a contenere un corso d’acqua in piena, nonché le rettilineazioni e le nuove inalveazioni di cui all’articolo 66, commi 1 e 2, del Rd 523/1904;

e) l’opposizione validamente formulata in sede istruttoria per quanto riguarda le funzioni concernenti le piccole derivazioni di acque pubbliche e di linee elettriche di cui al comma 1, lettera j).

Articolo 93
Competenze dei Comuni

1. Sono di competenza dei Comuni:

a) la progettazione, l’esecuzione, la manutenzione e la gestione di opere di difesa del suolo relative alle aree e ai manufatti di loro proprietà, ivi comprese le opere di pronto intervento, nonché quelle indicate dal piano di bacino;

b) gli interventi di manutenzione lungo i corsi d’acqua per la parte compresa nel territorio comunale che non rientrino nelle competenze della Provincia e di concessionari, e per i quali possono riscontrarsi condizioni di rischio per la pubblica incolumità, fatto salvo quanto già previsto dall’articolo 12 del Testo unico approvato con Rd 523/1904 e quanto diversamente previsto dai piani di bacino. In ogni caso, detti interventi, qualora ritenuti urgenti, sono disposti con ordinanza comunale.

Articolo 94
Competenze delle comunità montane

1. Sono di competenza delle comunità montane:

a) la realizzazione e il collaudo delle opere di bonifica montana previste dalla legge forestale regionale;

b) la tutela del vincolo idrogeologico con onere di comunicazione all’amministrazione provinciale salvo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di coltivazione di cave;

c) il rilascio di autorizzazioni alla riduzione delle superficie definita bosco nelle zone non soggette a vincolo per scopi idrogeologici salvo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di coltivazione di cave.

2. Le Comunità Montane provvedono in luogo dei Comuni, qualora gli interventi di cui all’articolo 93, comma 1, lettera b) ricadano nel territorio delle stesse o su delega dei Comuni per le opere di cui all’articolo 93, comma 1, lettera a).

Articolo 95
Esercizio delle funzioni

1. Le funzioni di cui agli articoli 93 e 94 sono esercitate nel rispetto dei criteri e degli indirizzi fissati dalla Regione e dalle Province e dalla Autorità di bacino.

(omissis)

Fonte: 

Bur 14 luglio 1999, n. 10